WhatsApp connetterà il mondo

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“WhatsApp sarà la piattaforma in grado di connettere 3 miliardi di persone”.

È quello che ha affermato il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg ai microfoni di Bloomberg, durante un evento tenutosi nella Città del Messico organizzato dal chairman di America Movil SAB, Carlos Slip.

Secondo Zuckerberg l’applicazione di messagistica istantanea più diffusa al mondo potrebbe presto raggiungere il traguardo di 3 miliardi di utenti consentendo di connettere l’intera popolazione di internet. Anche se l’obbiettivo più a lungo termine è quello di far coincidere l’intero pianeta con la rete!

Un traguardo tanto impressionante quanto ambizioso se si pensa che l’obbiettivo prefissato dal CEO di Facebook al momento dell’acquisizione di WhatsApp (per 19 miliardi di dollari) era il raggiungimento di un miliardo di utenti attivi, e che risultati risalenti a poche settimane fa riportano il raggiungimento di 600 milioni di utenti attivi ogni mese.

Non bisogna neanche dimenticare la crescente competizione con le piattaforme alternative che, anche se non riescono a penetrare i mercati occidentali, restano le più utilizzate in Oriente. WeChat ad esempio è la piattaforma di messaggistica istantanea più usata in Cina, che ad Agosto ha raggiunto i 438 milioni di utenti, sfiorando il record di WhatsApp.

Mark_Zuckerberg_TechCrunch_2012

Ma il progetto di Zuckerberg per collegare il mondo resta la priorità.

”Sento una grande responsabilità su di me nel dover portare l’accesso ad internet a più persone possibili”. (M. Zuckerberg)

Oggi Facebook mette in contatto 1,3 miliardi di persone, quasi metà della popolazione di internet, ma per il raggiungimento del traguardo planetario, Mr. Facebook dice di essere disposto ad investire miliardi, sottolineando che più persone hanno accesso ad internet e più Facebook ha possibilità di crescere.

Di recente, infatti, insieme ad altri importanti partner come Nokia, Ericsson, Opera, Samsung, è nato il progetto Internet.org, che si prefigge di portare internet agli utenti che abitano nei paesi più disagiati. Per questo Facebook sta lavorando per ridurre drasticamente il costo dei servizi di base di Internet sui telefoni cellulari, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, per arrivare ad una riduzione del 99% nei prossimi dieci anni, e a progetti di connettività basati su droni ad energia solare e satelliti.

La connessione di diversi miliardi di persone richiederà un impegno notevole a livello globale e un’innovazione costante. Sviluppatori, operatori mobili e aziende che fabbricano dispositivi collaboreranno per introdurre modelli di business che consentano alle persone di accedere a Internet in più modi.

In sostanza il progetto è creare una rete effettivamente globale che possa permettere a tutte le persone di accedere ad internet liberamente da ogni angolo del pianeta, un progetto che non sembra oggi così impossibile, di cui Facebook vuole farsi pioniere e l’obbiettivo dei 3 miliardi di WhatsApp sembra essere un passo in avanti in questa direzione.

Da un recente studio di Deloitte, Value of connectivity, sull’impatto che l’accesso internet potrebbe avere sulle condizioni economiche e sociali nei paesi in via di sviluppo, emerge che raggiungendo i livelli attualmente presenti nelle economie sviluppate, la produttività aumenterebbe del 25%, stimolando la crescita di un PIL di 2200 miliardi e oltre 140 milioni di nuovi posti di lavoro e facendo uscire 160 milioni di persone dalla povertà.

Inoltre l’accesso ad internet permetterebbe agli utenti di avere accesso ad informazioni sulla nutrizione, sulla salute, sulla formazione, il che permetterebbe a questi paesi di unirsi all’economia mondiale

In conclusione, anche se dietro i progetti per eliminare il digital divide ci sono prospettive di profitto per i colossi della tecnologia, la possibilità per tutti di connettersi ad internet potrebbe realmente essere la via per raggiungere una distribuzione più equa del benessere in tutto il pianeta, cominciando dall’informazione e dalla comunicazione per condividere tutto ciò che abbiamo: il mondo.