Cosa si intende per web 3.0?

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Web 3.0: una definizioneSono solita partire da episodi personali su cui fare poi una riflessione più complessa, e ancora una volta, per scrivere questo articolo, parto da una domanda postami da niente popò di meno che mia sorella, a cui associamo idealmente il nome di Cinzia: “sai la differenza tra web 1.0, web 2.0 e web 3.0? Perché dovrei farci un esame su queste cose ma la prof non è stata molto chiara.”


Ma certo sorellina! Ovvio che so la differenza. Ma, un momento, web 3.0? Oddio si sono spinti avanti e io non me ne sono neanche accorta!

Apri Google, scrivi “cos’è il web 3.0” e i risultati che ti dà sono davvero tanti. Poi leggi attentamente quello che scrivono a riguardo, e ti rendi conto che in realtà una definizione precisa su cosa sia il web 3.0 non c’è ancora. Mi sono messa per qualche minuto a riflettere tra me e me su cosa potesse significare, partendo dal concetto di web 2.0. Se in quest’ultimo caso facciamo riferimento alla connessione tra persone, alla possibilità di comunicazione dinamica che si realizza in primo luogo sui social network, come spazi virtuali di scambio di informazioni e idee, il web 3.0 cosa potrebbe essere?

Sicuramente, vuol dire andare al di là dell’aspetto relazionale che contraddistingue il 2.0 e fare riferimento non più alle persone che comunicano tra loro. E più in là delle persone ci sono le macchine, ovvero l’intelligenza artificiale. Sarà dunque una connessione tra informazioni, sarà la stessa Rete capace di relazionare, quasi come un essere umano, frasi e contenuti. Non si useranno i cervelli umani quale simbolo di interazione, ma verrà dato, per spiegarlo semplicemente ed intenderci, “un cervello a Internet” .

Paradossale a dirla così, ma se a oggi siamo stati capaci di sviluppare tecnologie intelligenti, che tranquillamente riescono a collegare il mondo intero con estrema facilità, sono certa che riuscire a rendere il web uno spazio autonomo e autosufficiente nell’elaborazione di dati e contenuti, non sia molto lontano dalla nostra realtà.

La parabola credo sia simile a quella di tante tecnologie come, ad esempio, quella del 3D. Oggi i film in uscita al cinema sono sempre più presentati con questa tecnologia, che vuole rendere lo spettatore partecipe del film stesso, come se nel set fosse presente anche lui. Dal punto di vista informatico l’evoluzione sembra orientata verso la creazione di spazi virtuali in 3D, dove la rete non sarà più fatta di semplici pagine, ma da veri e propri spazi in cui “muoversi” per trovare ciò che si cerca.

L’uomo è un animale sociale, non può vivere in solitudine, sente sempre la necessità di formare gruppi di persone, dandosi delle regole e cercando di farle rispettare per realizzare la perfetta convivenza. Un tempo, e parlo di 20 anni fa, le persone avevano la possibilità di restare in contatto attraverso pochi meccanismi tecnologici; oggi la comunicazione è sempre più digitale, per alcuni falsa perché non permette di avere un contatto diretto con chi ci sta di fronte. In futuro chissà, sarà ancora più falsa? Io credo di no, sarà solo diversa.

Non ci resta che aspettare e vedere come il mondo e la comunicazione si evolveranno.

E voi cosa ne pensate?