Naming, guida pratica alla scelta

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Dove c’è Barilla c’è casa

Esordisco con questo riuscitissimo pay-off della Barilla per ribadire come la scelta del nome da conferire ad un’azienda o perchè no ad un prodotto o servizio, debba essere necessariamente il risultato di uno studio. Se è vero che non sono tra coloro che gli attribuiscono un’importanza determinante in quanto credo che il successo di un’impresa sia il risultato di altri fattori, è altrettanto evidente come sia comunque un aspetto da considerare data la sua capacità di impattare nei processi di memorizzazione del consumatore.

Parole, parole, parole…

Concedetemi quest’ultima citazione palesemente extra-settoriale, in quanto mi è utile per raccontare quella che è la mia esperienza in materia. Ho avuto la possibilità di partecipare prima come appartenente ad organigrammi di aziende ed oggi come consulente in processi di lancio di nuovi brand ed ho notato in particolare come, di fronte alla scelta del naming, le figure coinvolte vaghino tra l’immensità del lessico delle diverse lingue e l’infinità concessa dalla possibilità di nomi inventati.

Ognuno con i propri termini preferiti trincerato dietro la forza/debolezza della propria soggettività. Debolezza soprattutto in quanto quello che tutti invocano è una logica che guidi un processo di definizione che comunque necessariamente deve rimanere creativo.

Non esistono regole fisse e codificate come tipicamente accade per la materia ed ancor più per quella in oggetto, ma penso che i seguenti pratici suggerimenti possano esservi di aiuto nel caso vi apprestiate ad un percorso simile.

7 irrinunciabili regole

Il nome deve essere:

  1. semplice da pronunciare
  2. facile da memorizzare
  3. non eccessivamente specifico in quanto può risultare vincolante per successive traiettorie di crescita
  4. volendo anche un numero
  5. immune da connotazioni negative se trasposto in altre lingue
  6. slegato da concetti che possano urtare la sensibilità di gruppi sociali di natura religiosa, politica…
  7. disponibile nel dominio internet

Fatevi queste domande e rispondetevi con solo delle parole:

  • Cosa fa il vostro prodotto/servizio?
  • Che benefici offre al consumatore?
  • Cosa offre la vostra impresa, quali i sono i suoi scopi?
  • Che valori volete trasmettere al mercato?
  • In che cosa siete unici e differenti rispetto alla vostra concorrenza?

Prendete i termini ottenuti, trovatene dei sinonimi e volendo combinateli tra loro.
Tra di loro ci potrebbe essere la soluzione alle vostre ricerche.

Trasmettete SEMPRE un significato

Usando i termini che avete trovato in precedenza, o variando con loro similitudini o metafore comunque trasmettete qualcosa. Dovendo dare un nome, che sia un qualcosa che comunica in estrema sintesi un contenuto al consumatore. Ci sono brand famosi che pur senza significato, trasmettono al consumatore valori e attributi, ma quanti anni e successi ci sono voluti affinché un insieme di lettere insignificanti siano giunte ad avere un significato.

Cominciate a dire chi siete e poi lavorate affinché il mercato abbia motivo per crederci.