Lost, la serie TV che ha come protagonisti i sopravvissuti di un incidente aereo che si ritrovano a dover sopravvivere in una misteriosa isola tropicale, rappresenta qualcosa di veramente nuovo nello sviluppo di progetti multimedia.


Il modo in cui gli ideatori di Lost hanno attivato le interazioni intorno alla serie, indica una comprensione molto sofisticata del funzionamento dei nuovi media; si basa sul rapporto di domanda-risposta tra la serie televisiva e gli spettatori che interagiscono attraverso vari strumenti. Lost va molto al di là della normale trans-medialità: è un progetto estremamente ambizioso, che utilizza il web come la sua rete e gli spettatori come i suoi creatori.

Molti degli aspetti più interessanti sono meta-mediali, non multi-mediali, poiché vari livelli di comunicazione interconnessi tra loro incoraggiano gli appassionati a crearne sempre di nuovi.

Secondo Steven Johnson (dal libro “Everything Bad Is Good For You”):

“Come le tecnologie della serialità hanno permesso lo sviluppo di nuovi livelli di complessità, la crescita di Internet ha fornito a tale complessità un luogo dove essa può essere dissezionata, criticata, reinterpretata e spiegata. Anni fa ho definito le comunità web come “para-siti”, ovvero dei media online che si appoggiano ai media tradizionali e dipendono da questi per sopravvivere. Un tempo la discussione su film e televisione sembrava essere limitata al dopocena, ma con l’avvento di Internet la meta-conversazione è cresciuta e diventata pubblica. Anche una serie poco popolare come Six Feet Under, ha visto nascere centinaia di siti di appassionati e di forum di discussione, dove ogni episodio veniva analizzato e annotato con l’intensità generalmente riservata agli studiosi del Talmud. I siti dei fan creano un’esposizione pubblica della passione per lo spettacolo, che a volte i produttori di Hollywood utilizzano per prolungare alcune serie televisive che altrimenti verrebbero cancellate a causa dei bassi ascolti.”

Lost non solo conferma queste parole, ma le amplifica all’ennesima potenza. Ciò deriva sia dai livelli di complessità insiti nella serie stessa, sia dall’attività che si è sviluppata intorno a questo show (in parte orchestrata e controllata dalla produzione, ma per lo più lasciata crescere spontaneamente nel fertile terreno di Internet). Per quanto riguarda la forma della serie, gli episodi di Lost sono famosi per essere intrisi di misteri da leggere attentamente, scomporre e ricostruire, lasciando libero spazio all’immaginazione degli appassionati. I nomi dei personaggi si prestano ad anagrammi (‘Ethan Rom’ = ‘Other Man’), ci sono numeri e codici ovunque, geroglifici, allusioni mistiche, riferimenti alla filosofia (Locke, Rousseau, Hume), l’apparizione costante di elementi letterari, ecc. Molto altro può essere trovato su Lostpedia wiki, un clone di Wikipedia interamente dedicato all’universo di Lost. Su internet si trovano sia una miriade di contenuti “non ufficiali”, sia molte informazioni rilasciate direttamente dai realizzatori di Lost. Il sito ABC dedicato alla serie offre di tutto e di più: trailer, anticipazioni , profili, riassunti, giochi, podcast. L’ABC ha inoltre creato vari siti dedicati agli immaginari protagonisti dello show, come quello del volo Oceanic Flight 815 (www.oceanicflight815.com), della linea aerea (www.flyoceanicair.com) e della band musicale Driveshaft (www.driveshaftband.com).

Con inizio a maggio 2006 e termine nel settembre dello stesso anno, Channel 4 (UK) ha lanciato una sorta di caccia al tesoro online, “The Lost Experience”, per permettere agli appassionati conoscere gli avvenimenti immaginari che hanno originato la serie tv, attraverso i quali Lost diventa più comprensibile.
In un’operazione di Viral Marketing senza precedenti vennero creati pubblicità televisive, siti web, call center, blog, video su YouTube, barrette di cioccolata apparse nel telefilm e messe in commercio; tutto coordinato per svelare la storia di Rachel Blake, una ex impiegata della Hanso Foundation (legata al progetto Dharma) alla ricerca dei segreti dell’organizzazione.
Tuttora alcune barrette di cioccolata vanno a ruba su e-bay, in quanto presentano un codice a barre digitando il quale in un apposito sito si possono ottenere nuove informazioni. Alcuni indizi vennero poi inseriti all’interno di siti di aziende sponsor dell’operazione, come Sprite, Jeep, Monster.com e Verizon.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?&v=6phwqrqlGwE&w=450]

La campagna di promozione “virale” 2008 è incentrata su un nuovo gioco interattivo, Find815 (www.find815.com), nel quale l’utente si immedesima in Sam Thomas, un nuovo protagonista che è alla ricerca della fidanzata Sonya, assistente di volo sull’aereo scomparso.
Il sito, che procede parallelamente alla serie televisiva, è strutturato in episodi nei quali un’alternanza di filmati e giochi permettono sia di scoprire nuovi indizi sia di progredire nella ricerca: è quanto mai probabile che alla fine il personaggio entri a far parte dello show televisivo.
Attualmente il gioco viene pubblicizzato anche attraverso enormi manifesti che invitano a visitare il sito Fly Oceanic, nel quale un video introduce la vicenda di Sam Thomas.

I media tradizionali forniscono ulteriori informazioni sul telefilm, con frequenti articoli dedicati a Lost e ai suoi enigmi. Ci sono un’infinità di forum (ad esempio www.lost-forum.com), blog, comunità web. Effettuando una ricerca su Google sui numeri maledetti della serie (“4 8 15 16 23 42″) escono oltre 700.000 risultati e ci sono siti dedicati a descrivere i libri che si trovavano in una biblioteca apparsa nella serie.

Ci si chiede se gli sceneggiatori di Lost non leggano costantemente i forum per trovare risposte agli enigmi da loro proposti, e decidano di adottare l’una o l’altra soluzione proprio scegliendo tra le svariate teorie pubblicate dagli utenti. In quest’ottica, un immaginario dialogo tra gli sceneggiatori potrebbe essere: “Cavolo! Allora significava questo? Dobbiamo cambiare subito alcune cose.” e “No, a me piace di più così. Scegliamo quest’altra teoria.”

Alcuni hanno suggerito che la sceneggiatura avvenga solamente con i pochi episodi di anticipo, per lasciare agli scrittori il tempo di incorporare nella storie le numerose idee nate nei forum dei fan.

Ma la tattica più sofisticata finora adottata è durata solamente pochi secondi sullo schermo, e deve ancora essere totalmente sviluppata online. Nella seconda serie, episodio 13 (“Il lupo”), si vede il personaggio di Hurley che sta casualmente leggendo un manoscritto piuttosto rovinato, trovato in una valigia portata a riva dalla marea. Si può leggere titolo del manoscritto, “Bad Twin” di un certo Gary Troup, e poi la scena cambia.

Tuttavia questo libro, Bad Twin, effettivamente esiste su Amazon.com. Cercando i commenti sull’autore si legge: “Bad Twin è il nuovo, fortemente atteso romanzo del misterioso scrittore Gary Troup. Bad Twin è stato consegnato alla Hyperion (casa editrice) pochi giorni prima che Troup salisse a bordo del volo Oceanic 815, che è scomparso nel settembre 2004 nel viaggio tra Sydney e Los Angeles. Lo scrittore è tuttora disperso e si presume morto.” Inoltre si afferma che Troup è anche lo scrittore del libro “L’equazione Valenzetti” dal quale è originata la serie di numeri maledetti della serie TV.

L’effetto è in parte attenuato poiché il libro è marchiato come prodotto Lost, comunque creare un codice ISBN, un autore immaginario e scrivere un romanzo reale ha consentito di inserirsi in un altro spazio virtuale: in questo caso il database di Amazon. C’è di più: su Youtube è possibile trovare un’intervista all’autore immaginario!

A quando la pubblicazione di un CD dei Driveshaft, il gruppo musicale a cui appartiene uno dei personaggi di Lost? Questo non è tanto posizionamento di prodotto quanto posizionamento di un elemento di identificazione. Il libro di per sé potrà vendere poche copie, ma la cosa più importante è che offre ulteriore terreno per le interazioni intorno a Lost. Non è importante che queste interazioni siano controllate, ufficiali o approvate, se la marea delle comunicazioni sale, la barca sale con essa. Ciò che Lost indica ai creatori di nuovi progetti media è che il numero d’interazioni che provengono da fonti esterne dovrebbe essere largamente maggiore di quello offerto dalla produzione ufficiale. Il numero di contenuti generati “riguardo ai contenuti ufficiali” dovrebbe essere di gran lunga superiore agli stessi. Ciò permette la creazione di nuovi tipi di informazioni, forgiate dal processo di collaborazione con gli utenti, ascoltatori, spettatori.

Ciò che Lost indica è il potere di comprendere le potenzialità dei nuovi media, e di modificare il prodotto per poterne trarre vantaggio.

Il sito ufficiale di Lost
http://abc.go.com/primetime/lost/index?pn=index

Via: Edenexit